Il ritratto che cambia
Dorian Gray è un giovane aristocratico di straordinaria bellezza e lui vuole preservarla tanto da vendersi l’anima. Basil Hallward, amico e pittore di Dorian, realizza un bellissimo autoritratto del giovane, ma il quadro non è come tutti gli altri: quando Dorian cade nel vizio e nella malvagità, il quadro si trasforma in un essere ripugnante ed è ciò che è diventata la sua anima. Il quadro fu nascosto da Dorian all’ultimo piano della casa e ne fu ossessionato. La vita di Dorian continua ma su brutte, orribili strade.
L’incontro con Basil
Basil va a trovare il suo amico per avere conferma di quel che dicevano le malelingue sul suo conto, che era diventato un individuo malvagio, corrotto e ignobile, che non solo aveva rovinato la vita ad amici e conoscenti ma anche a tutti quelli che incontrava, e chissà come era orribile la sua anima al cospetto di Dio. Allora Dorian accompagnò l’amico all’ultimo piano per fargli vedere il quadro e lì avrebbe visto come Dio, appunto, si mostrava la sua anima.
L’omicidio
Una volta scoperto il quadro Basil ne fu inorridito. Dorian sentiva la sua figura dipinta suggerirgli di uccidere Basil e così fece: prese un grosso coltello che era lì in quella stanza e uccise il suo amico con tanti fendenti. L’aveva ucciso e per un reato del genere c’era l’impiccagione, così Dorian si costruì un alibi.
Il ricatto ad Alan
A questo punto doveva far sparire il corpo: si ricordò di un suo vecchio amico, Alan, medico legale. Dorian lo supplicò di toglierlo dai guai, ma Alan non voleva entrare in questa storia. Allora Dorian lo ricattò e Alan fece sparire il corpo.
Dorian invecchia solo dentro
Passarono diciotto anni e Dorian era rimasto giovane e affascinante. Si diceva in giro che avesse venduto l’anima al diavolo per rimanerlo. Dorian aveva commesso un delitto e il pensiero di essere scoperto lo spaventava; il passato lo tormentava. Cercò di continuare la sua vita, ma la paura era più forte di lui, tanto che volle diventare buono e iniziò ad odiare la sua bellezza e la sua giovinezza. Ci pensò su e capì che la causa di tutto era quel ritratto.
La fine del quadro e di Dorian
Andò all’ultimo piano dove era custodito, prese il pugnale e lo squarciò, ma poi emise un grido così forte da svegliare i suoi servitori e attirare l’attenzione di un poliziotto che era nei paraggi. Quando entrarono videro nel quadro il ritratto di un uomo giovane e affascinante e per terra il cadavere di un vecchio raggrinzito e ripugnante con un coltello conficcato nel cuore.
Riflessioni sul romanzo
Il libro si sofferma sui discorsi tra Dorian e i suoi amici: riflessioni sull’amore, sulle donne, sulla giovinezza, sulla ricchezza e sul vizio. I salotti della nobiltà e della società benestante, con i loro discorsi snob dove parlare di scandali e dire la loro su ogni cosa, mi hanno un po’ annoiato.
La vendita dell’anima
Dorian esclamò che era disposto a vendersi l’anima piuttosto che invecchiare e imbruttire; a quanto pare il diavolo l’ha ascoltato, ma tale figura non appare mai né a Dorian Gray né ad altri. Ho visto dei film sul ritratto di Dorian Gray, forse è solo frutto della mia immaginazione, però ricordo in un film che quando Dorian vide il quadro, poco prima di morire, accanto a questo repellente uomo vi era un’altra figura dipinta.
Il diavolo nel ritratto
Su una colonnina vi era un gatto nero con il pelo lungo, con gli occhi a fessura, e aveva uno sguardo diabolico: faceva paura. Infatti quello era il diavolo. Sarebbe stato bello, secondo me, se Oscar Wilde l’avesse aggiunto nel suo racconto.


