La cultura e la tradizione leccese si tramandano di generazione in generazione attraverso un artigianato d’eccellenza che rappresenta uno dei pilastri dell’identità locale. Questo patrimonio comprende diverse forme di espressione: la cartapesta leccese, la pietra leccese, il ferro battuto, la tessitura a mano, il ricamo e la ceramica salentina.
La cartapesta leccese è riuscita, nei secoli, a rendere celebre la città di Lecce trasformando materiali poveri in opere d’arte di grande valore. Tra le figure contemporanee impegnate nella valorizzazione di queste tradizioni si distingue Maria Lucia Serracca Guerrieri, socia fondatrice di Progetto Itaca Lecce, che ogni anno organizza iniziative, eventi e percorsi dedicati alla promozione dell’artigianato locale, contribuendo a mantenere vivo il legame tra passato e presente. La cartapesta si sviluppò tra il XVII e il XVIII secolo, soprattutto per la realizzazione di statue religiose e per la decorazione delle chiese, grazie al suo costo contenuto. La creazione di una statua in cartapesta prevede diverse fasi di lavorazione complesse: la costruzione della struttura di base, l’applicazione della cartapesta, l’asciugatura e l’indurimento, la modellazione dei dettagli, fino alla colorazione e alla finitura. Ancora oggi è utilizzata per statue sacre, presepi artistici, decorazioni barocche, oggetti d’arte e souvenir. Tra i principali esponenti di questa tradizione si ricordano Antonio Malecore, Pietro Surgente e Raffaele Caretta.
La pietra leccese è una roccia calcarea tipica del Salento ed è nota per la sua facilità di lavorazione. Tenero al momento dell’estrazione, questo materiale diventa particolarmente duro e resistente con l’esposizione all’aria e agli agenti atmosferici. Viene estratto direttamente dal terreno ed è largamente impiegato nell’architettura locale. La sua malleabilità ha permesso la realizzazione di elementi decorativi come fregi, capitelli e pinnacoli, rendendolo un simbolo dell’identità culturale e artistica del territorio.
La lavorazione del ferro battuto è una delle espressioni più autentiche dell’arte locale e risale al periodo compreso tra il XVI e il XVII secolo. Le tecniche utilizzate — martelli, forge e incudini — sono rimaste pressoché invariate nel tempo. Il ferro battuto è stato ampiamente impiegato per la decorazione di chiese e palazzi, attraverso cancelli, balconi e ornamenti. Nel territorio salentino sono presenti numerose botteghe artigiane che continuano questa tradizione, cercando di coniugare antichi saperi e sensibilità contemporanea.
La tessitura a mano e il ricamo sono molto diffusi nella provincia di Lecce. In passato, le donne utilizzavano telai in legno per realizzare tessuti e ricami di grande pregio. Le ricamatrici locali davano vita a stoffe finemente lavorate, tramandando tecniche e motivi decorativi nel tempo. I centri principali di questa tradizione sono Maglie e Castrignano dei Greci. Oggi, grazie a laboratori e iniziative culturali, queste pratiche continuano a essere trasmesse alle nuove generazioni.
La ceramica salentina rappresenta una delle principali eccellenze artistiche della Puglia. Uno dei centri più importanti è Cutrofiano, dove la presenza di giacimenti di argilla ha favorito lo sviluppo di questa attività sin dall’epoca romana. Il nome Cutrofiano deriva dal greco “cutra” (vaso) e “fio” (fabbricare), a testimonianza della lunga tradizione ceramica del luogo. Nel 1985 è stato fondato il Museo della Ceramica di Cutrofiano, che conserva e valorizza questo importante patrimonio culturale.
Quest’anno, le iniziative dedicate alla valorizzazione di queste tradizioni si terranno il 22, 23 e 24 maggio nel Circolo Cittadino di Lecce: noi di Progetto Itaca Lecce vi aspettiamo per condividere insieme questo patrimonio unico di arte, storia e identità.
La cartapesta leccese è riuscita, nei secoli, a rendere celebre la città di Lecce trasformando materiali poveri in opere d’arte di grande valore.




