Il film inizia nel 1966 e racconta l’infanzia di Michael Jackson, segnata dalla tristezza di non poter vivere come gli altri bambini e dalla presenza di un padre estremamente severo, sia in famiglia sia nel lavoro. Il talento dei fratelli Jackson, e in particolare quello di Michael, attirò presto l’attenzione della Motown, una delle più importanti case discografiche dell’epoca.
Con il passare degli anni, Michael decise di intraprendere la carriera da solista. I rapporti difficili con il padre continuarono a pesare sulla sua vita fino a quando riuscì, non senza fatica, a rendersi indipendente.
Il successo mondiale arrivò con Thriller, un album destinato a entrare nella storia della musica. Tuttavia, la fama divenne per lui una sorta di gabbia. Per recuperare l’infanzia perduta si circondò di giocattoli e, non sentendosi accettato come una persona comune, trovò conforto nella compagnia degli animali, che considerava veri amici.
Il film racconta anche i problemi di salute dell’artista. Michael soffriva di vitiligine, una malattia che comparve all’inizio degli anni Ottanta e che alterò progressivamente il colore della sua pelle. Era inoltre affetto da lupus, una patologia che può provocare affaticamento, perdita di peso e problemi cutanei. A peggiorare la situazione contribuì il grave incidente avvenuto durante le riprese di uno spot della Pepsi, quando riportò ustioni alla testa che gli causarono dolori cronici e lo portarono a fare uso di antidolorifici.
La pellicola mostra anche il lato più umano dell’artista: una persona sensibile, generosa e particolarmente attenta ai bambini e a chi soffriva.
Nel 1984 Michael partecipò al Victory Tour insieme ai fratelli, esibendosi in tutta l’America con i grandi successi dei Jacksons. In seguito il palco diventava tutto suo, con le canzoni che lo avevano trasformato in una superstar mondiale.
Il film si conclude con il Bad Tour del 1988: Michael canta e balla davanti a una folla in delirio, offrendo l’immagine di un artista al culmine della sua carriera.
Le impressioni
Rosa
«Sono nata nel 1970 e ricordo l’esplosione del fenomeno Thriller. Per me Michael Jackson era il cantante delle divise militari e delle coreografie straordinarie. Dal 1987 in poi, però, osservavo con dispiacere il suo cambiamento anno dopo anno. Non vedevo più il ragazzo sorridente degli esordi, ma una figura sempre più isolata e controversa, travolta dagli scandali e da una vicenda umana che si sarebbe conclusa tragicamente.
Credo che Michael fosse una persona estremamente sensibile. L’insonnia cronica, lo stress, la depressione e i problemi di salute contribuirono ad aggravare la sua situazione. Nonostante tutto, preferisco ricordarlo come appariva nella prima metà degli anni Ottanta, nel periodo più luminoso della sua carriera.»
Cinzia
«Questo film mi ha fatto conoscere molti aspetti della vita di Michael Jackson che non conoscevo. Ogni volta che lo vedo cantare mi emoziono profondamente. Sul grande schermo del cinema, con la sua musica potente e coinvolgente, ho provato sensazioni che mi hanno toccato il cuore.
La sua voce, il suo talento e la sua capacità di trasmettere emozioni continuano ancora oggi a vivere nella memoria di milioni di persone. Per questo continuerò ad ascoltare la sua musica per tutta la vita.
Ciao Michael.»
Un’eredità musicale senza tempo
A distanza di anni dalla sua scomparsa, Michael Jackson continua a essere una delle figure più influenti della storia della musica pop. Tra successi straordinari, fragilità personali e una fama senza precedenti, la sua vicenda umana resta complessa e affascinante. Ciò che rimane immutato è l’affetto di milioni di fan nel mondo e il valore artistico di un musicista che ha segnato un’epoca.
Il valore artistico di un musicista che ha segnato un’epoca
