Dal 14 al 17 luglio 2026, noi soci e socie di Club Itaca Lecce abbiamo partecipato a un’esperienza particolare: la visione e la valutazione di quindici cortometraggi in qualità di giuria popolare della XXIII Festa di Cinema del Reale e dell’Irreale.
Ma che cos’è esattamente la Festa di Cinema del Reale e dell’Irreale?
Si tratta di un festival cinematografico italiano dedicato al cinema documentario e alle narrazioni della realtà, nato nel 2004 da un’idea di Big Sur, Officina Visioni e dell’Associazione Cinema del Reale. La direzione artistica è affidata a Paolo Pisanelli, mentre quella creativa è curata da Francesco Maggiore.
Per noi soci e socie è stata un’occasione per avvicinarci al linguaggio cinematografico, osservare diverse forme di narrazione e confrontarci con i messaggi e le emozioni trasmessi dalle opere.
Quindici cortometraggi da osservare e valutare
In tre giorni e mezzo abbiamo visionato quindici cortometraggi, cercando di comprenderne il significato e di cogliere le intenzioni dei registi.
Personalmente, ero molto emozionata. Tra le immagini che mi hanno maggiormente colpita ricordo quelle di un nuotatore che si tuffa mentre una folla osserva e applaude. In sottofondo, la voce del protagonista pone una domanda: «Le anime sono finite o infinite?».
Ho trovato questa scena particolarmente riflessiva e filosofica, capace di suscitare interrogativi che vanno oltre le immagini e invitano a interrogarsi sul significato dell’esistenza.
Abbiamo proseguito la visione dei cortometraggi compilando apposite schede di valutazione. Tra un filmato e l’altro ci concedevamo pause di circa dieci minuti, utili per riflettere, confrontarci e cercare di comprendere il messaggio che ogni opera voleva trasmettere.
Trascorrevamo i pomeriggi discutendo dei significati, delle immagini e delle storie raccontate. Alcuni cortometraggi sono stati rivisti più volte, proprio per coglierne meglio i dettagli e le intenzioni narrative.
La valutazione prevedeva un punteggio da 1 a 5 per diversi aspetti: regia, sceneggiatura e racconto, fotografia e immagini, montaggio, sonoro e colonna sonora, interpretazione e autenticità, originalità, aderenza al tema del «reale», impatto emotivo e coinvolgimento.
Ogni socio e socia ha espresso liberamente il proprio giudizio, contribuendo a un confronto democratico nel quale ciascuno poteva manifestare la propria opinione.
Il mio sguardo critico: tra realtà, filosofia e nostalgia
Nonostante l’impegno e l’attenzione dedicati alla visione, devo confessare che nessuno dei cortometraggi mi ha lasciata completamente a bocca aperta, suscitando in me quel senso di meraviglia, stupore e bellezza che avrei desiderato provare.
Forse sono molto critica, ma per me un cortometraggio deve saper cogliere un attimo fuggente, trasmettere un significato profondo e arrivare al cuore. Mi piacerebbe che un film riuscisse a lasciare un insegnamento autentico, una riflessione filosofica o una saggezza capace di accompagnare lo spettatore anche dopo la visione.
I cortometraggi che abbiamo esaminato affrontavano temi diversi: riflessioni filosofiche e civiche, il rapporto tra gli esseri umani e la tecnologia, la nostalgia per un passato che non ritorna più, i luoghi un tempo pieni di vita che diventano silenziosi con la scomparsa delle persone anziane e il rischio di perdere tradizioni antiche.
Ogni opera offriva quindi uno spunto di riflessione, anche quando non riusciva a suscitare in me quell’emozione intensa che cercavo.
La mia esperienza è stata caratterizzata da emozioni positive, ma anche da momenti di riflessione e da una lieve insoddisfazione. Mi sono resa conto, ancora una volta, di quanto sia personale il modo di guardare un film: ciò che colpisce profondamente una persona può lasciare un’altra meno coinvolta.
Il conteggio dei voti e la classifica finale
La mattina di venerdì 17 luglio, intorno alle 10:30, ho assunto il compito di verificare le schede di valutazione compilate dai soci e dalle socie partecipanti e di conteggiare i punteggi attribuiti a ciascun cortometraggio. Il lavoro si è concluso intorno alle 15:45.
È stato un compito impegnativo, vissuto con una certa pressione, ma anche con grande curiosità: volevo sapere quale opera avrebbe ottenuto il punteggio più alto.
Durante le giornate di visione, infatti, non erano mancate le ipotesi e le discussioni tra noi. Qualcuno si chiedeva: «Vincerà il primo cortometraggio visto il primo giorno?». Altri si domandavano se avrebbe vinto quello dei cavalli.
Alla fine, il conteggio ha determinato la seguente classifica:
Primo posto: Ricalcolo il percorso, del regista Antonio Mevo, con 292 punti.
Secondo posto: La battaglia di desiderio, del regista Andrea Stocchi, con 280 punti.
Terzo posto: Appuntamento, del regista Emanuele Di Carlo, con 271 punti.
Il risultato finale è stato accolto con soddisfazione e sorpresa dai soci e dalle socie di Club Itaca Lecce, che hanno partecipato con interesse a tutte le fasi della valutazione.
Il premio BIZZARRO: un leone in poltrona al cinema
Un altro aspetto che mi ha colpita è stato l’impegno dedicato alla realizzazione del premio BIZZARRO, ideato, progettato e realizzato da due socie di Club Itaca Lecce.
Il premio raffigura un leone seduto in poltrona al cinema, intento a mangiare popcorn. È stato realizzato in legno, dipinto d’oro e completato con una base rivestita di velluto nero.
Perché proprio un leone?
Il leone richiama l’immagine che, per molti spettatori, è diventata simbolo dell’inizio di un film: il celebre ruggito che accompagna le sequenze introduttive di alcune produzioni cinematografiche.
Ho apprezzato molto la creatività, la cura e la dedizione con cui le nostre socie hanno dato forma a questo riconoscimento, trasformando un’idea in un oggetto concreto, realizzato con impegno e passione.
La premiazione si è svolta sabato 18 luglio 2026 presso il Castello Volante di Corigliano d’Otranto, dove è stato consegnato il premio BIZZARRO al cortometraggio vincitore.
La giuria BIZZARRO ha assegnato il riconoscimento a Ricalcolo il percorso di Antonio Mevo, apprezzato per la capacità di raccontare in modo poetico il tema del ricalcolo del percorso della propria vita, attraverso una narrazione che invita a riflettere sulle scelte personali e sulla possibilità di ridefinire la propria strada.
Lo sguardo di Rosa: il cinema come strumento per conoscere la realtà
Anche Rosa ha condiviso una riflessione significativa sull’esperienza della giuria popolare:
«I cortometraggi non erano pensati per scopi ricreativi: il cinema è stato utilizzato come forma d’arte per comunicare riflessioni, stati d’animo, ricordi, emozioni e angosce, inevitabilmente legati alla realtà.
Siamo abituati a pensare ai film come a un modo per evadere dalla realtà. Questi brevi cortometraggi, invece, ci hanno invitati a conoscerla attraverso lo sguardo artistico e la sensibilità dei registi, mostrando aspetti della vita che spesso non osserviamo abbastanza».
Le parole di Rosa sottolineano un elemento importante dell’esperienza: il cinema non è soltanto intrattenimento, ma può diventare uno strumento per osservare il mondo, riconoscere emozioni e confrontarsi con questioni personali e collettive.
Un’esperienza che lascia spazio alle domande
La partecipazione alla giuria popolare BIZZARRO della XXIII Festa di Cinema del Reale e dell’Irreale è stata per me una settimana intensa, ricca di emozioni, confronti e riflessioni.
Ho vissuto con curiosità l’attesa della classifica, la responsabilità del conteggio dei voti e la soddisfazione di vedere concretizzarsi il lavoro della giuria. Mi ha colpita anche la passione con cui le nostre socie hanno realizzato il premio BIZZARRO.
Dal punto di vista cinematografico, non tutti i cortometraggi sono riusciti a sorprendermi come avrei desiderato. Tuttavia, questa esperienza mi ha permesso di ascoltare punti di vista differenti, di mettere in discussione le mie impressioni e di comprendere quanto sia importante lasciare spazio alla libertà di giudizio.
Forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della giuria popolare: guardare insieme le stesse opere, ma scoprire che ciascuno può cogliervi significati, emozioni e messaggi diversi.
Il cinema del reale ci invita a osservare ciò che ci circonda, a interrogarci sul presente e a custodire la memoria del passato. E anche quando un film non ci fa esclamare «Wow, che meraviglia!», può comunque lasciarci una domanda, un pensiero o un motivo per continuare a riflettere.
E anche quando un film non ci fa esclamare «Wow, che meraviglia!», può comunque lasciarci una domanda, un pensiero o un motivo per continuare a riflettere


