La guerra dei mondi (1897), un romanzo di Herbert George Wells
Nella Londra di fine Ottocento si scatena una guerra che non si era mai vista prima: i nemici provengono da un altro pianeta, Marte, un pianeta che per parecchio tempo si è pensato potesse essere abitato.
Gli abitanti di Marte, i marziani, arrivano sulla Terra con l’obiettivo di sterminare la razza dominante e prendere possesso del pianeta.
È incredibile come lo scrittore sia riuscito ad avvicinarsi così tanto alla descrizione delle armi moderne e del panico che si sarebbe potuto scatenare, mostrando quanto fosse inutile la resistenza dell’esercito con le sue armi antiquate. A sconfiggere i marziani, però, è stata la loro stessa debolezza: non possedevano anticorpi contro i germi e i virus presenti sulla Terra.
Prima della televisione e del cinema, le storie si ascoltavano anche alla radio. Nel 1938, in America, fu trasmessa una versione radiofonica de La guerra dei mondi e si scatenò il panico: ci furono chiamate ai servizi di emergenza e persone che fuggirono dalle città, anche se la portata reale di questo fenomeno è stata successivamente molto discussa.
Nel 2005 uscì il film di Steven Spielberg, con protagonista Tom Cruise, La guerra dei mondi, ambientato negli Stati Uniti.
L’esistenza di altri mondi
La guerra dei mondi è uno dei primi grandi classici della fantascienza e, ancora oggi, riesce a trasmettere inquietudine. Il primo capitolo mi è sembrato un po’ noioso e lento, ma andando avanti la storia mi ha coinvolto sempre di più. Mi ha colpito soprattutto il modo in cui Wells racconta la paura di fronte a un nemico sconosciuto e molto più avanzato tecnologicamente.
È interessante pensare che il romanzo sia stato scritto alla fine dell’Ottocento, ma descriva situazioni che sembrano ancora molto moderne: la distruzione delle città, la fuga della popolazione, il panico e la sensazione di impotenza di fronte a una minaccia impossibile da fermare.
Da quando l’astronomia ha rivelato l’esistenza di altri mondi e la possibilità di forme di vita al di fuori della Terra, gli extraterrestri sono entrati sempre di più nel nostro immaginario. Nella fantascienza vengono spesso rappresentati come esseri ostili, distruttori e invasori. Da più di cento anni questa paura dell’ignoto accompagna libri e film, trasformando gli alieni in una delle figure più ricorrenti della fantascienza.
Forse è proprio questo l’aspetto più interessante del romanzo: Wells non racconta soltanto un’invasione aliena, ma anche la paura dell’uomo davanti a qualcosa che non conosce e che non riesce a controllare.
È interessante pensare che il romanzo sia stato scritto alla fine dell’Ottocento, ma descriva situazioni che sembrano ancora molto moderne: la distruzione delle città, la fuga della popolazione, il panico e la sensazione di impotenza di fronte a una minaccia impossibile da fermare.

