La temperanza è il XIV Arcano Maggiore dei 78 tarocchi. È raffigurata da un angelo androgino alato, che sta con un piede nell’acqua e l’altro a terra, mentre sta versando un liquido da un calice all’altro. La tunica è di colore bianco, simbolo della purezza e dell’innocenza, ma le sue ali sono colore rosso che tradiscono la sua passione ma è tenuta a freno, di conseguenza il triangolo giallo simbolo del fuoco, è rappresentato in un quadrato bianco simbolo del perfetto equilibrio.
L’equilibrio proviene dalla postura dell’angelo: non vola, riesce a stare in equilibrio su di una gamba sola, mentre versa il contenuto nelle coppe. Il liquido è acqua, associata simbolicamente all’emotività, cioè saper utilizzare emozioni in modo armonico senza collassi, di fatti con l’acqua l’angelo ha contatto solo con il piede destro.
È il compromesso tra comprensione e tolleranza, se utilizziamo queste due virtù riusciremmo a comunicare senza aspettative dall’altro. Le coppe interagiscono tra loro, ma sono libere e separate l’una dall’altra in modo da mantenere la loro natura, stando in questo modo comunicare non è il rifiuto ma accettare le differenze ed amare ma non unirsi con l’altro, cioè stabilire un legame che può essere profondo. La temperanza cerca opportunità per riunire gli opposti. L’essere temperati significa avere moderazione, saper avere un autocontrollo verso sé stessi, un giusto equilibrio su tutto.
Quando abbiamo un problema sia dal punto di vista fisico, mentale o emotivo, questa carta ci invita ad avere calma e pazientare per il tempo di ripresa.
La carta della Temperanza assume diverso significato se sta nel dritto significa: avere un’ottimo equilibrio per la capacità di gestire la vita con calma; la virtù della pazienza, dare tempo alle cose per guarire o per crescere; avere adattamento, l’attrazione tra forze opposte per l’unione armoniosa; la guarigione avere un recupero sia fisico sia mentale.
Ma se la carta della Temperanza fosse al rovescio assume significati negativi del tipo: avere disarmonia, una perdita del controllo o avere degli eccessi, avere l’impazienza, avere fretta che rovina i progetti, possedere uno squilibrio cioè la difficoltà a mediare tra le situazioni e per ultimo una stasi, blocchi inconsci dovuti a indecisione.

