“My life would suck without you” è il primo singolo estratto dal 4° album della cantante pop statunitense Kelly Clarkson, “All I ever wanted” (2009).
La canzone, in perfetto stile power pop e pop rock, analizza, in tono ironico e pungente, tutti gli alti e bassi di una relazione. Tante frasi ricalcano questo tema “So di essere piena di problemi ma anche tu ne sei pieno”; “credo che ora ti rimangerai quello che hai detto prima, come quanto avresti desiderato tutte tranne me”.
Ho adorato questa canzone dal primo ascolto perché credo che racchiuda, in soli 3,30 minuti, l’essenza del rapporto quasi ventennale con la mia migliore amica. Un rapporto molto solido quanto burrascoso ma sempre unico nel suo genere. Ai tempi di questa canzone, eravamo entrambi 20enni e stavamo scoprendo tanto di noi stessi, all’interno ed all’esterno del nostro rapporto. La ricollego sia alla nostra amicizia che al rapporto forte che mi legava al gruppo di amici dell’università, con i quali condividevamo gioie e dolori della vita universitaria. Con tutti gli annessi e connessi. Posso interpretarla persino riferendomi al rapporto con me stesso, che era molto ambivalente in quegli anni. Come lo è per tantissimi ragazzi e ragazze in quella fase dell’esistenza.
La ascolto ancora oggi e mi strappa un sorriso. Il testo è immediato e di facile comprensione e lo consiglio a chiunque si stia approcciando allo studio dell’inglese per la prima volta o dopo tanto tempo. La verve di Kelly è contagiosa e trascinante.
Oltre alla componente nostalgica, ciò che rende questo brano un classico senza tempo è la sua straordinaria energia catartica. C’è una forza liberatoria nel modo in cui Kelly Clarkson canta il ritornello, un’esplosione rock che trasforma anche i momenti più caotici e conflittuali in una celebrazione della vita reale. Le relazioni vere, dopotutto, non sono mai lineari o perfette come quelle dei film; sono fatte di compromessi, scompigli e sguardi di intesa dopo una discussione accesa. Riascoltare questo pezzo oggi, a distanza di anni, permette di guardare a quel passato ventennale con una consapevolezza del tutto nuova. Ci si rende conto che la stabilità non si misura nell’assenza di tempeste, ma nella certezza di avere accanto qualcuno con cui affrontarle.
Ci si rende conto che la stabilità non si misura nell’assenza di tempeste, ma nella certezza di avere accanto qualcuno con cui affrontarle
